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lighting_letter 06.10.09

 

 

Capita spesso di sentire gente che parla della luce in modo non idoneo o molto alla leggera. Gente che valuta installazioni di light art non per il loro reale valore culturale, estetico e tecnico ma solo per il loro valore decorativo. Ricordo a questi signori che la light art mette la luce al centro di tutto e non solo come medium. Identificare come light art interventi dove si proiettano immagini di qualsiasi natura su delle facciate di palazzi o su monumenti è errato in quanto sono semplice decoro. La luce con queste proiezioni è solo un mezzo e non protagonista. Protagonisti di questi interventi sono le immagini che vengono proiettate. La luce in questi interventi viene utilizzata come Mantegna utilizzava la tempera per dipingere il suo Cristo morto. Questo quadro non è importante perché è fatto a tempera ma per il soggetto dipinto. Mantegna riceveva le commissioni per rappresentare qualcosa e non per realizzare un qualsiasi quadro purché a tempera. I light artist veri vengono chiamati per realizzare qualcosa di innovativo e unico con la luce a prescindere da messaggi o immagini.

Se si vuole un light artist bisogna fare una cernita e non fermarsi al primo che utilizza la luce... perché bisogna valutare come la usa!

Tutti coloro che proiettano video o immagini non vanno legati a coloro che creano installazioni con la luce... non vanno inseriti nello stesso ambito perché tra loro differenti e antitetici.

Ricordo ancora una volta che la vera light art è studio e manifestazione della pura luce e non gingilli luminosi (oggettini, sculturine o altro con la luce come nel premio Targetti o come gli orrendi lavori di Marco Lodola) o proiezioni varie. Perché altrimenti anche un film proiettato su un edificio dovremmo identificarlo come un intervento di light art.

Romano Baratta (direttore)

Lighting Now! per la vostra fame di luce! La vera luce!

Dal vedere al guardare di Salvatore Mancinelli

Il biblico “fiat lux” sintetizza nell'immaginario la creazione del mondo, così il “venire alla luce” rappresenta il nascere, perciò parlare della luce mette sempre soggezione, è un po' come parlare della creazione della vita.

In passato, l'unica fonte luminosa era il sole e l'uomo cercava di sfruttarla al massimo vivendo molto all'esterno, cercando di farla penetrare nelle abitazioni, di intercettare, addirittura, il suo percorso stagionale. L'avvento della luce artificiale e l'urbanizzazione, spesso caotica, hanno mortificato la luce naturale a favore di una disordinata luce artificiale, che ci ha forzato ad una vita in perenne abbagliamento o penombra.


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