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Scritto da Pietro Palladino   
 

Pietro PalladinoPer anni ci siamo preoccupati di formare i progettisti della luce e lo abbiamo fatto in più sedi, non ultima l’università. L’adozione del modello anglosassone ci ha poi traghettato sulla laurea breve - la nota formula “tre più due”- per cui ci siamo illusi di poter creare una laurea specialistica in illuminotecnica che non è mai arrivata.

 

Poi i master, di ogni tipo e livello, che ci hanno lasciato intravedere la possibilità di poter giungere agli stessi risultati anche senza l’istituzione di iter specialistici strutturati in ambito universitario. In molti casi, si è cercato di affrontare il problema scegliendo le strade più veloci e talvolta più convenienti: certo, si sarebbe potuto fare molto di più, ma comunque qualcosa è stato fatto. Il problema che ora si presenta appare più complesso da risolvere: ammesso di poter contare su un buon numero di progettisti, permane un atteggiamento poco collaborativo nei confronti dei lighting designer da parte di molte aziende costruttrici che non vogliono rinunciare al contatto diretto con il cliente. Nulla viene fatto per erudire la committenza, per creare una cultura del progetto al pari di quella che esiste nei paesi anglosassoni e nel nord Europa.

E poi il rispetto per il ruolo del progettista, costretto a combattere con le committenze - specie quelle pubbliche - e con gli installatori che si ostinano a cambiare le prescrizioni e i materiali indicati in progetto, quasi come se fosse un dovere da adempiere. È a questa gente che dobbiamo insegnare l’illuminotecnica, è a questa gente che dobbiamo far capire cosa significa luce di qualità, cosa significa rispettare il progetto e il progettista. Siamo in un regime di massimo ribasso: minima spesa, massimo guadagno e impianti pessimi. Mi chiedo: ci rendiamo ben conto che stiamo percorrendo un tunnel senza vie di uscita?

E allora dovremmo cominciare a organizzare corsi di illuminotecnica per chi commissiona i lavori e per chi li esegue, piuttosto che per i progettisti.

 

(l'Editoriale è tratto dal numero 5 - settembre 2006, della rivista LUCE E DESIGN, edita dalla Casa Editrice Tecniche Nuove, Milano)

 

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