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1° meeting d'autunno dell’Associazione APIL PDF Stampa E-mail
Scritto da Associazione APIL   

Qui di seguito vi riportiamo il comunicato stampa del 1° meeting d'autunno dell'Associazione APIL. In questa occasione sono stati trattati importanti argomenti che riguardano la tutela dei professionisti della luce e del loro operato.

 

COMUNICATO STAMPA

Il 9 ed il 10 Ottobre 2009, si è tenuto a Perugia, presso la Residenza d’epoca “Alla Posta dei Donini” il 1° meeting di autunno dell’Associazione APIL per celebrare i suoi 10 anni di attività.

L’incontro, totalmente sponsorizzato dall’Associazione, ha visto una notevole partecipazione dei soci ed ha sviluppato due temi fondamentali e particolarmente sentiti nel mondo dei professionisti della luce:

1. L’obbligatorietà del progetto dell’illuminazione, che ha visto come relatore l’Ing. Paolino Batani.

2. La necessità di stilare un “patto etico” fra gli operatori del settore, finalizzato al rispetto dei ruoli ed a garanzia dell’utente, tema introdotto dall’Arch. Massimo Iarussi.

 

Su entrambi i temi, numerosi e significativi sono stati i contributi portati dagli associati presenti al meeting.

Per quanto riguarda la prima problematica, è significativo ricordare come numerose leggi richiamino la necessità che l’opera di illuminazione debba seguire le indicazioni contenute in un progetto, come esempio si possono citare le leggi ed i decreti che regolano la tutela del patrimonio artistico monumentale del nostro paese, quelle regionali sull’inquinamento luminoso o, in modo ancor più significativo, il D.Leg.vo 81 del 2008 che raccoglie tutte le normative emanate a tutela della salute e del benessere delle persone che operano negli ambienti di lavoro, dove questa necessità è chiaramente richiamata.

Molti possono essere gli strumenti che possono rendere più esplicita questa esigenza che è a tutela dell’utenza, non solo sul piano del benessere e della valorizzazione del patrimonio, ma anche su quello del contenimento dei consumi energetici; un percorso individuato potrebbe essere una semplice integrazione del D.M.37/08, che ha sostituito la Legge 46/90 sull’obbligatorietà del progetto degli impianti.

Ma non è escluso che altre possano essere le strade legislative che, nel ribadire l’obbligatorietà del progetto, portino al riconoscimento della figura professionale del progettista di illuminazione ed all’importanza della sua opera intellettuale ed in tal senso sono state programmate una serie di azioni, atte a sensibilizzare enti, organismi e lo Stato stesso in tal senso.

La trattazione di questo tema, che si è esaurita nella prima giornata dei lavori, è stata propedeutica per il secondo tema del meeting in quanto l’obbligatorietà del progetto porta alla necessità di definire cosa si debba intendere per questo ed in tal senso diventa importante il rapporto con gli altri operatori del mercato, in particolare le aziende produttrici e quelle distributrici. É noto che sempre più spesso, attraverso dei software di facile utilizzazione, le aziende, attraverso i loro studi tecnici, redigono degli studi riportanti soluzioni illuminotecniche che vengono messe a disposizione dei clienti e, spesso, di professionisti di altre discipline che li fanno propri ed inserendo il proprio cartiglio, li “spacciano” come progetti vanificando tutta l’opera intellettuale che normalmente eseguono i professionisti del settore e che ne è componente essenziale.

 

Ciò che è emerso è la necessità di stilare un “patto etico” fra i progettisti del settore, che sono rappresentati da questa associazione, con le aziende produttrici e distributrici che, pur salvaguardando il loro diritto di fornire servizi atti a meglio qualificare la commercializzazione dei loro prodotti, devono rispettare l’opera intellettuale dei professionisti specialisti di illuminazione, fornendo, ad esempio, i loro report dello studio illuminotecnico, come documenti di supporto alla vendita cosa ben diversa da un progetto vero e proprio.

Un altro aspetto che è stato approfondito con estremo interesse, ad integrazione di quanto sopra, è risultato quello che riguarda la salvaguardia delle scelte progettuali fatte dal professionista che, spesso, per ragioni economiche e di proprio interesse, molti operatori commerciali (produttori e distributori) con la complicità degli installatori, tendono a stravolgere.

Anche questo è un tema che è necessario regolamentare in un rapporto franco e paritetico fra APIL ed altre associazioni di categoria, così da chiarire alcune regole fondamentali a tutela di tutti gli operatori che operano con correttezza e professionalità nel mondo della luce ed a garanzia della qualità del prodotto finale.

 

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